In primavera la natura segue i ritmi vivaci dell’impollinazione attraverso le numerose strade che da sempre, ogni specie, percorre.
Eppure, ci sono molte aree del mondo dove il ciclo naturale è stato compromesso. Sono a rischio interi ecosistemi. Ma l’uomo e la tecnologia possono dare una svolta in positivo.
È il caso dell’impresa del paracadutista brasiliano Luigi Cani che si è lanciato da un’altitudine di circa 2000 metri a 300 km/h, portando con sé 100 milioni di semi di 27 specie di alberi autoctoni, tutti con un indice germinativo superiore al 95%. Si tratta dell’Amazon project.
Durante la discesa ha raggiunto la scatola contenente i semi e li ha liberati all’altezza ideale per garantire una distribuzione precisa ed uniforme.
L’impresa straordinaria è stata compiuta per ripopolare una zona remota e deforestata nel cuore dell’Amazzonia.
«Quando saranno liberati strategicamente dall’aria questi semi e atterreranno – ha spiegato Cani – non avranno più bisogno di interventi umani: i venti, il terreno, la pioggia e il sole completeranno la missione».
Questo gesto, vissuto da tanti come eroico, racconta quanto sia diventato difficile anche la semplice e naturale crescita di una pianta, compromessa dai comportamenti insostenibili quotidianamente compiuti.
«Quello che sto facendo ora è esattamente quello che volevo fare quando avevo sei anni» e, ha aggiunto il paracadutista, «ci sono voluti molti anni di preparazione, soprattutto per ottenere i permessi necessari».
Un esempio che insegna quanto sia importante contribuire al mantenimento degli equilibri naturali, con gesti grandi o piccoli che siano, e soprattutto, perseverando.
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